Ciao e grazie di tutto all’unica e vera Mosca Atomica!
Maggio 16, 2008 di alessio10
PER ME IL PIU’ GRANDE PLAYMAKER DI SEMPRE E IL PUNTO DI RIFERIMENTO SU CUI ISPIRARMI GIOCANDO (o forse è lui che si è ispirato a me, visto che ho 2 anni in più?). Il basket è estro ed emozioni e il Poz è stato il mix perfetto di questi 2 elementi. Pazzo…solo attaccante…piccolo…non fa girare la squadra…Tutte balle. Tenetevi pure i Mian e i Bonora, la gente ama lo spettacolo e lo spettacolo ha avuto un nome e cognome in questi anni: Gianmarco Pozzecco. Non caso tutti i pubblici d’Italia gli hanno reso l’onore che solo i grandi dello sport hanno meritato e lui lì a torso nudo a piangere per la commozione. Quindi ciao e grazie Mosca Atomica (non a caso è anche il mio nickname), sarai per sempre il mio idolo!
Non ci resta che sperare in uno dei suoi soliti scherzi anche se, per una volta, Gianmarco Pozzecco è parso più serio che mai ieri sera sul parquet di Avellino. Mancano 3′42″ dalla fine di una partita che ha ormai da tempo decretato l’eliminazione di Capo d’Orlando dai playoff: Sacchetti decide che quello è Il Momento e richiama Pozzecco in panchina. A quel punto un velo di tristezza cala sugli occhi di tutti i presenti e di chi sta seguendo da casa la partita. Impossibile pensare che questo 35enne con la faccia e i modi da eterno ragazzino non scorrazzerà più sui parquet del nostro campionato. C’è chi lo ha dato per finito ancora prima di cominciare: “troppo piccolo”, dicevano, prima di inchinarsi alla lucida follia del play triestino. Uno che la Nba l’ha solo accarezzata in una Summer League, ma che, probabilmente, avrebbe pure potuto viverla se solo ci avesse creduto un po’ di più. Pozzecco è sempre stato “prendere così o lasciare”, uno che puoi amare alla follia o odiare (sportivamente, per carità…) con altrettanta foga. Eppure nell’ultimo atto della sua carriera, in quella sorta di giro d’onore lungo una stagione intera, il Poz ha ottenuto solo attestati di stima, pacche sulle spalle e complimenti. «Grazie per avermi sopportato, grazie a tutti», c’era scritto ieri sera sulla sottomaglia bianca che ha sfoggiato al momento del richiamo in panchina. Sulle spalle il ricordo di Chicco Ravaglia e un ringraziamento a Enzo Sindoni, il presidente che lo ha voluto e che gli ha permesso questa cavalcata trionfale. Il Poz lascia il basket, dunque, portandosi dietro un personaggio che la pallacanestro italiana farebbe bene a sfruttare come immagine per attrarre i giovani o comunque a non disperdere come normalmente succede.