Il disco del Mese…e non solo: WHITESNAKE-Good to be bad
Maggio 13, 2008 di alessio10
Ecco finalmente uno dei dischi più attesi da ogni rocker che si rispetti, il ritorno del grande David Coverdale, leader incontrastato di quella leggenda chiamata Whitesnake.
Chiunque si sia chiesto in tutti questi anni come avrebbe potuto suonare la versione moderna del Serpente Bianco avrà la sua risposta: come negli anni ottanta ma con maggiore energia, suono migliore e produzione degna del 2008.
Coverdale mantiene il proprio marchio di fabbrica e lo stile rimane inalterato e pienamente riconoscibile in ogni singolo brano, andando a ricollegarsi al capolavoro 1987 oppure all’ incompreso ma per me validissimo Slip Of The Tongue. Lasciate dunque da parte le atmosfere intimiste di Restless Heart (comunque un grande album)perchè l’hard rock torna a dominare, con la carica e l’adrenalina dei tempi migliori, quasi a voler dimostrare che gli Whitesnake sono ancora i numeri uno di un certo genere musicale.
E gli 11 brani sono la testimonianza: l’iniziale “Best Years” è bellissima con un Coverdale in splendida forma , mentre “Can You Hear The Wind Blow” è dei migliori pezzi scritti dal Serpente Bianco con il duo chitarristico Aldrich-Beach in grande rilievo.
“Call On Me” prosegue il discorso mentre la dolce e romantica “All I Want, All I Need” riprende la tradizione in materia di emozioni eleganti facendo ricordare uno dei più bei lenti della storia Hard Rock ovvero quella “Is This Love” presente nel best seller 1987. Tutto scorre alla grande passando da canzoni seventies come la title track alla semi acustica “Summer Rain senza perdere un minimo di credibilità ma anzi dimostrando una vena creativa che davvero non speravo più di riscontrare.Il finale di album è tutto un fuoco d’artificio: “Lay Down Your Love”, “A Fool In Love” e “Got What You Need” accendono i motori e bruciano intensamente, saziando gli animi degli amanti di un genere tanto eccitante e vitale come l’hard rock che da tanto tempo non ascoltavano un disco tanto ispirato. Rimane solo il tempo per la dolce “Till The End Of Time” che chiude il tutto come solo la fantastica “Sailing Ship” era riuscita a fare, lasciandoci con la certezza di aver ascoltato uno dei migliori cd degli ultimi anni in ambito rock e aver ritrovato un vecchio amore che ormai credevamo perso. Lasciate perdere ogni dubbio che avevate e gettatevi anima e corpo in Good To Be Bad, ne vale la pena.Se poi fosse vero che gli Whitesnake faranno da supporto al tour di reunion degli Zeppelin già mi prendono gli spasmi. Per adesso mi basta questo, felice finalmente di non essere stato deluso da un nuovo prodotto di una band storica. Ma forse gli Whitesnake non fanno tutto solo per soldi…vero cari Iron Maiden…