GIUSTIZIA E’ FATTA! KB24 MVP 2007-2008
Maggio 7, 2008 di alessio10
Finalmente Kobe Bryant può festeggiare il suo primo Mvp Award in carriera. Ci sono volute 12 stagioni, alcune straordinarie, altre ricche di alti e bassi, a Kobe per convincere finalmente i votanti - che spesso gli hanno voltato le spalle più per il suo difficile carattere che per quello che ha sempre fatto vedere sul parquet - a scegliere il numero 24 dei Lakers.
NUMERI DA URLO - Quest’anno sarebbe stato molto difficile snobbare per l’ennesima volta Kobe. I candidati meritevoli naturalmente non sono mancati, a cominciare da Chris Paul, il leader dei sorprendenti Hornets, fino ad arrivare a Kevin Garnett che con la sua leadership ha trasformato i Celtics, ma Bryant, dopo una offseason non facile, condita da polemiche e da frecciate lanciate alla franchigia, in campo ha fatto cose straordinarie che vanno al di là dei numeri (28.3 punti di media, 6.3 rimbalzi, 5.4 assist e un atteggiamento difensivo sempre impeccabile) pur eccellenti. I Lakers, poi, hanno conquistato il titolo della regular season (57-25 il record) nella difficilissima Western Conference, facendo così salire alle stelle le azioni di Bryant nella corsa al premio di Mvp.
SQUADRA VINCENTE - Con l’arrivo a febbraio di Pau Gasol la squadra ha cambiato marcia, diventando a tratti davvero inarrestabile, e dimostrando di poter puntare decisamente al titolo. Kobe ha mostrato intelligenza tattica e grande maturità facendo di tutto per integrare lo spagnolo, che nell’attacco a triangolo di coach Jackson si trova a meraviglia, negli schemi offensivi di LA. Quello che in passato, soprattutto dopo il burrascoso “divorzio” con Shaquille O’Neal, veniva bollato come un giocatore egoista e difficilissimo da gestire, quest’anno si è sacrificato per il bene della squadra, continuando comunque a punire le difese avversarie con il suo straordinario arsenale offensivo.
NUOVO KOBE - Se i Lakers sono la squadra da battere nella Western Conference il merito è proprio della leadership di un Bryant il quale dopo un’estate ad alta tensione ha ritrovato fiducia nei propri compagni e si è messo totalmente a disposizione di coach Jackson. Con l’arrivo di Pau Gasol, poi, Kobe ha trovato un perfetto alleato sotto canestro e così i Lakers, che solamente nella offseason sembravano alla sbando, adesso volano. “Non credo ci sia nessun giocatore nella storia che abbia meritato questo premio più di Kobe – dice Phil Jackson – non ho mai visto nessuno lavorare più duramente di lui”. Jackson di Mvp se ne intende avendone allenati due di tutto rispetto, Michael Jordan (cinque volte Mvp) e Shaquille O’Neal, premiato nel 2000.
CLASSIFICA - Kobe Bryant ha vinto con un discreto margine sull’astro nascente della Nba, quel Chris Paul che sta facendo impazzire Tony Parker e il resto degli Spurs: 1.105 voti sono andati a Kobe contro gli 889 di Paul. Terzo il leader dei Celtics Kevin Garnett (670), che a metà stagione sembrava il grande favorito a questo premio, quarto LeBron James (438). “Devo essere sincero, avevo perso le speranze di poter vincere questo premio – chiude Kobe – avevo fatto bene anche in altre stagioni, ma quest’anno la squadra è andata alla grande.” Sfatato anche l’ultimo tabù Kobe adesso non vuole fermarsi. Il prossimo obbiettivo è il titolo Nba, il primo senza un certo Shaquille O’Neal sotto canestro.
Cade uno degli ultimi tabù della Nba, dunque. Kobe Bryant, da anni considerato come il migliore di tutti nella Nba, riesce finalmente a portarsi a casa il premio di Mvp.