Ancora loro: WARRIOR SOUL-Salutation From The Ghetto Nation
Aprile 24, 2008 di alessio10
Questo è il terzo album per i troppo sottovalutati Warrior Soul e probabilmente è il loro capolavoro.La band alza il tiro, non solo nei testi ma anche nella musica: riffs gratici, ritmica potente insomma tutto ciò che li aveva resi famosi qui c’è all’ennesima potenza. Un disco bellissimo, che mi ha fatto innamorare fin dal primo ascolto nel lontano 1993. Kory Clarke, il leader e cantante, è sempre arrabbiato. La sua è la rabbia dell’impotenza, il grido disperato di chi inerme può solo assistere all’ingiustizia dilagante, che schiaccia vite e diritti umani. Un attacco continuo all’establishment americano tant’è che La Geffen non fece niente per pubblicizzare Salutations From The Ghetto Nation e tanto che Kory inizierà un suo personale attacco anche alla label giudicandola addirittura vigliacca e timorosa di vendere musica destabilizzatrice. Le canzoni sono grandi: c’è la potenza e la rabbia di Punk And Belligerent, probabilmente l’inno punk degli anni ‘90, la melodia e il r’n’r di Ass Kickin, l’aggressività di Love destruction, la psichedelia di Shine Like It, la denuncia sociale della title track e di Fallen. Insomma se non si è capito, per me, i Warrior Soul sono una belle più grandi rock band degli ultimi 20 anni e questo è un disco fottutamente intelligente, emotivo ed eccitante. Non ci sono cadute di tono nè battute d’arresto. insomma un disco semplicemente bellissimo. Colonna sonora ideale per una ipotetica rivoluzione.