Un futuro non così lontano: STRANGE DAYS
Aprile 22, 2008 di alessio10
Ieri sera su Rete4 per il ciclo “I Bellissimi” finalmente un titolo degno di tale enfasi: infatti è stato programmato Strange Days di Kathryn Bigelow, regista già autrice di cult movie come Il Buio si avvicina, Blue Steel ma soprattutto il leggendario Point Break. Il film inizia in soggettiva: rapina, fuga e inseguimento, visti dagli occhi di uno dei due malviventi. Siamo a Los Angeles, tra il 30 e il 31 dicembre 1999, alla vigilia del terzo millennio: uno dei ladri indossa un casco che registra i dati sensoriali. Il cd che ne esce può essere letto da uno speciale apparecchio, lo Squid che consente a chi lo indossa di rivivere esperienze altrui, frammenti di memoria, adrenalina della fuga, del sesso, persino la morte in diretta. E’ la nuova droga e la spaccia Lenny Nero, un disperato e romantico Ralph Fiennes. Un uomo solo, innamorato di Faith, una splendida Juliette Lewis, cantante senza futuro nè sentimenti e protetto da Mace (Angela Bassett), l’amica bodyguard dei ricchi. Strange days non è un film di fantascienza, ma un thriller ambientato in un futuro possibile e vicino (anche se il 2000 è già passato), un futuro violento, una versione appena più evoluta della realtà odierna. Con lo squid si rivivono situazioni, emozioni, visioni di pochi attimi prima, assolutamente vere. Se esistesse lo preverei senza problemi: potrei capire quello che ha provato Tardelli nella finale mondiale 1982, oppure vivrei la sensazione di assoluta superiorità di Michael Jordan in quel di Salt Lake City negli ultimi 40 secondi di gara 6 delle Finals 1998. E’ un metodo sicuro, seduto a casa tua puoi speriementare tutto ciò che vuoi, senza rischio. Anche se nel film proprio sicuro non è a causa di un misterioso assassino. Un film tutto sommato pessimista ma anche aperto al futuro con uno strano lieto fine che la regista rivendica come un simbolo dell’umanità che vince sulla tecnologia. Un modo per entrare nel Terzo Millennio con un po’ di speranza. Un capolavoro senza tempo, che non stanca e anzi affascina a ogni visione. Uno dei più bei film degli ultimi 20 anni, per una regista bravissima che ultimamente si è un po’ persa. Da vedere, vivere ed ascoltare. Sì perchè la colonna sonora è una vera bomba. Rock duro e psichedelico. ma anche atmosfere elettroniche e rarefatte. Canzoni che penetrano nella mente grazie a un suono potente e ipnotico. Si va dai Prong ai Satchel ai Deep Forest ,presenti con due tracce, una delle quali composta ed eseguita insieme a Peter Gabriel. E poi va menzionata la performance di Juliette Lewis, brava e selvaggia cantante, che si confermerà poi con i suoi due album solisti e concerti coinvolgenti anche sul suolo italico. Insomma un film perfetto in tutto.
“Sai uno dei motivi per cui i film continuano a essere meglio del playback? Perché la musica cresce, arrivano i titoli di coda, e sai sempre quand’è finita. E’ FINITA!”
